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Quando è nato l’aceto balsamico?

Quando è nato l'aceto balsamico? | Modena Gourmet

Chiamato da molti “Oro Nero”, l’aceto balsamico è uno dei prodotti italiani più richiesti e apprezzati all’estero. Le sue caratteristiche organolettiche interessano a molti, così come la sua storia. Perciò, oggi rispondiamo a queste domande: com’è nato questo prelibato alimento? Com’è arrivato fino a noi? Ecco alcune curiosità a riguardo.

La nascita dell’aceto balsamico

Una delle prime tracce della presenza del balsamico la troviamo nell’antica Mesopotamia, dove veniva cotto il mosto d’uva per ottenere una sostanza dolce. Ne troviamo altre anche nell’antica Roma, influenzata dai commerci con il vicino Oriente. Nonostante questo, però, purtroppo è difficile per gli esperti risalire al preciso momento in cui è nata la ricetta originale (simile a quella del prodotto che conosciamo oggi). Infatti, in passato, ognuno seguiva quella tramandata dalla propria famiglia senza divulgarla.

Ad ogni modo, conoscendo alcune parti della storia, possiamo dire che l’aceto balsamico ha origini molto antiche. Possiamo affermare inoltre che il condimento che usiamo attualmente è nato all’incirca ai tempi del Ducato Estense.

Il balsamico nel Rinascimento

Con l’avvento del Rinascimento, ci fu un cambiamento in quelli che erano i gusti alimentari delle persone. Fu proprio in quest’epoca che il balsamico iniziò a imporsi, dapprima in Italia e poi pian piano in tutta Europa. Era molto amato sulle tavole proprio perché donava un gusto unico alle pietanze e le rendeva più piacevoli al palato.

L’area modenese si affermò per la produzione dell’aceto balsamico, il quale venne sempre più richiesto a corte, non solo come condimento ma anche in campo medico. Ai tempi, infatti, furono attribuite a questo alimento delle interessanti doti curative.

Nel 1598 la città di Modena divenne capitale del Ducato Estense. In questo periodo l’aceto balsamico veniva inserito praticamente in tutte le pietanze e assunse connotazioni molto simili al condimento che conosciamo noi oggi. Non a caso, è proprio da quell’anno in poi che riusciamo ad avere dei veri e propri documenti dettagliati che ne attestano la produzione.

Il “furto” del balsamico

Nel 1862, Vittorio Emanuele II rimase colpito dalla bontà di questo alimento e decise di requisirne numerose botti. Questa scelta portò molte acetaie alla rovina, anche perché l’aceto destinato alla Corte Ducale Estense si esaurì. Gran parte di quello requisito finì per ammuffire, in quanto venne conservato in un luogo non adatto. Vittorio Emanuele II, cercando di salvare o recuperare almeno alcune delle sue scorte di aceto balsamico, si rivolse ad un esperto. Questa persona, per la prima volta nella storia, scrisse in modo dettagliato il processo di produzione del balsamico. Quello è il procedimento che usiamo ancora oggi.

L’aceto balsamico nella nostra epoca

Fino al 1800 il balsamico era molto più conosciuto sul territorio italiano che nel resto del mondo. Nel tempo, però, le cose cambiarono nettamente. Oggi come oggi, possiamo affermare che si tratta di un prodotto enogastronomico italiano amato e apprezzato in tutto il mondo. Acetaia Estense produce un aceto balsamico di alta qualità, seguendo la tradizione e mantenendo viva la sua lunga storia. Che ne dite di assaggiarlo? Vi aspettiamo in acetaia oppure sul nostro store online.

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