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Aceto balsamico: un po’ di storia

Aceto balsamico: un po' di storia | Modena Gourmet

L’aceto balsamico è un prodotto che ognuno di noi ha utilizzato almeno una volta nella vita per insaporire alimenti e pietanze di vario genere. Molte persone, però, non ne conoscono le nobili origini. Queste ultime sono racchiuse in una storia davvero interessante, che sicuramente vale la pena di conoscere. Oggi ci pensiamo noi a raccontarvi i principali dettagli della storia dell’aceto balsamico.

Le origini di questo fantastico condimento

Purtroppo, attualmente non esistono documenti che certificano le origini di questo alimento tanto amato nel mondo. Tuttavia, in base a ciò che ci è stato tramandato dalla tradizione, sappiamo che ad avviare la pratica di cottura del mosto, nel lontano 1000 a.C., fu il popolo degli antichi Egizi. Essi eseguivano questa preparazione al fine di ottenere un dolcificante alimentare.

Intorno al 3000 a.C., altre popolazioni del vicino Oriente cominciarono a farne uso. Anche i Greci e i Romani entrarono a contatto con il prodotto ottenuto dalla cottura del mosto, che però utilizzavano per conservare il cibo.

Anno dopo anno, la preparazione di questo alimento venne migliorata e non veniva più realizzato un dolcificante o conservante. Si arrivò a produrre un prodotto simile all’aceto balsamico che conosciamo oggi che, insieme al vino, diventò uno dei prodotti più amati.

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena

Con il passare del tempo Modena divenne (e lo è tutt’ora) la città-simbolo dell’aceto balsamico. Le prime testimonianze scritte riguardanti il suo uso risalgono alla fine del ‘500. Secondo queste testimonianze, questo condimento era molto apprezzato presso la Corte Ducale Estense.

Durante l’occupazione francese a Modena (fine ‘700), le acetaie appartenenti al ducato vennero smantellate dai soldati di Napoleone e messe in vendita alle famiglie nobili della città. Fu così che il balsamico divenne un prodotto largamente utilizzato da parte dei modenesi.

Un condimento tanto apprezzato

Negli anni successivi, venne prodotta un’ingente quantità di documentazione relativa all’importanza dell’aceto balsamico. Grazie a questi documenti, oggi sappiamo che il Duca di Modena, Francesco IV, fu un importante estimatore di questo prodotto.

Anche Vittorio Emanuele II, dopo una visita a Modena, venne colpito dalle proprietà dell’aceto balsamico tanto da requisire diversi barili e inviarli nella sua terra, il Piemonte. Qui alcuni barili, non trovando un clima favorevole, fecero la muffa e l’aceto contenuto al loro interno andò perso. Fu proprio per questo motivo che venne chiesto aiuto ad un importante produttore dell’epoca, il quale tentò di salvare alcuni dei barili che ancora erano intatti, descrivendo il ciclo di produzione dell’aceto agli interessati.

Dall’800 ad oggi

Agli inizi dell’800, l’esistenza dell’aceto balsamico era nota solamente a pochi. Poi, con l’Unità d’Italia e la crescita commerciale, questo prodotto venne portato in tutta la penisola e, successivamente, anche in altre città estere. Già in quel periodo, i produttori cominciarono a ricevere molti premi e riconoscimenti.

Verso la metà del ‘900 venne ufficialmente definito il metodo grazie al quale produrre l’aceto. In questo contesto si tenne conto di determinati parametri qualitativi e altri elementi che già in tempi precedenti vennero messi nero su bianco dai migliori produttori. Dopodiché, come ben sapete, l’importanza e il valore dell’aceto balsamico hanno contribuito all’attribuzione di marchi DOC e DOP.

Aceto balsamico: un po' di storia | Modena Gourmet

L’Aceto Balsamico di Acetaia Estense

Conoscere la storia non basta: bisogna anche conoscere il vero sapore della tradizione. Che ne dite di conoscerlo grazie ai nostri prodotti? Il nostro è un aceto balsamico di qualità, dal sapore inconfondibile e dalla consistenza unica. Provare per credere!

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